Intervista - Stefano Conforti sulla RPL: "Il futuro del calcio russo? Decisivi i prossimi anni..."



Prosegue il giro di interviste in giro per il mondo. Oggi facciamo tappa in Russia, dove con l'amico blogger (nonchè appassionato di calcio russo e tifoso della Lokomotiv Mosca) Stefano Conforti abbiamo fatto il punto sull'attuale Russian Premier League, arrivata al giro di boa ed alla consueta pausa invernale. Un mondo, ed un movimento calcistico, con molti miti da sfatare vista la poca inclinità dei media italiani a dare risalto a realtà diverse dalla nostra. Con Stefano abbiamo provato a snocciolare alcuni argomenti fondamentali, che partono dalla stagione in corso e arrivano fino alla nazionale, che nel 2018 dovrà farsi valere nel mondiale casalingo.

Come ogni inverno la Russian Premier League si ferma per la sosta. La notizia più interessante degli ultimi giorni arriva però fuori dai campi di calcio. Sono state infatti modificate le regole sull'utilizzo di giocatori stranieri nel campionato locale. In cosa consiste questa riforma?

Prima di tutto, buongiorno a tutti i lettori. Si, la Federazione russa (o meglio RFS) dopo mesi di riunioni e trattative, è riuscita a prendere una decisione quasi epocale. Dalla stagione 2015/16 i club non dovranno più rispettare la regola del 7+4, con quattro giocatori russi obbligatoriamente in campo: si è passati, infatti, ad un più sobrio 10+15 (vedi modello turco), con in rosa al massimo dieci stranieri. Questo cambiamento è stato supportato praticamente da tutti i principali club, nonché dai più autorevoli commentatori e giornalisti. In questo modo i giocatori russi la smetteranno di avere un posto fisso nell'undici di partenza, cosa che ha inevitabilmente condizionato il rendimento dei singoli. Non a caso, tutta la comunità calcistica mondiale ha potuto notare con sdegno quanto combinato dalla nazionale allenata da Capello in Brasile.

A tuo parere questo cambiamento porterà ad un miglioramento del movimento calcistico russo o è un ridimensionamento? E, soprattutto, i club sapranno adeguarsi in maniera ottimale a tale situazione?

Come già detto sopra, per me la situazione migliorerà. In questo modo si eviteranno degli stranieri inutili, dovendo scegliere con cura i propri acquisti, e si spera verranno date più chance ai giovani talenti. Tutti i top club russi stanno già sforando questo nuovo limite e per questo non dovrà sorprendere se già a gennaio qualcuno dovesse lasciare terra degli Zar. Un esempio è già disponibile agli occhi di tutti: Tino Costa, ai margini con lo Spartak e con il tecnico Yakin, nei scorsi giorni ha firmato con l'assurda formula del prestito per un anno e mezzo per il Genoa. 

Passiamo a questioni di campo. Lo Zenit di Villas-Boas pare non avere rivali, nonostante una piccolissima flessione finale con due sconfitte nell'ultimo mese. Sono e rimangono i favoriti per il titolo?

Assolutamente, lo Zenit per rosa e disponibilità finanziarie è attualmente tra i dieci club più forti al mondo. Tuttavia, vuoi per un po' di sfortuna, vuoi per mancanza di alternative, in Champions non sono riusciti ancora a sfondare. In RPL hanno già trequarti di titolo in tasca, solo un suicidio come quello dall'anno scorso permetterebbe ad altre squadre di inserirsi (CSKA e Dinamo su tutte).

Qual è stato l'impatto del tecnico portoghese in quel di San Pietroburgo? Che differenze hai notato rispetto alla gestione Spalletti?

Villas-Boas è completamente un altro tecnico rispetto a Spalletti. Diversa mentalità, diversa attitudine al lavoro e di conseguenza diverso approccio con i giocatori. Per capirci, Spalletti in difesa ha preso uno come Neto, Villas-Boas è riuscito invece a portare a San Pietroburgo uno dei migliori difensori centrali al mondo: Garay. Con AVB, inoltre, la squadra ha iniziato a giocare di gran lunga meglio. Il problema di questo Zenit, come già accennato, sta nelle alternative. Mancano dei veri sostituti ai vari Garay, Hulk, Danny. Inoltre, partita dopo partita, è diventato sempre più chiaro come sulla Neva manchi un vero e proprio regista: Javi Garcia è il classico medianaccio; Witsel un incursore; Fayzulin uno da interdizione. Spesso e volentieri, la manovra è stata rallentata da uno dei tre sopracitati e contro difese chiuse come quella del Monaco, questo non te lo puoi assolutamente permettere: più la palla scorre veloce e più hai l'opportunità di colpire alla sprovvista gli avversari.

Scorrendo la classifica troviamo quattro moscovite tra il secondo ed il sesto posto, con in mezzo il Krasnodar a fare da intruso. Chi vedi favorita per la corsa al secondo posto?

Domanda tanto difficile, quanto interessante. La RPL, in quanto a equilibrio, sarebbe tra i top 3 campionati europei, purtroppo però a comandare ci sono altri fattori. Se dovessi sbilanciarmi, direi CSKA, soprattutto a seguito delle sfortunata campagna europea che gli ha eliminati da tutto. Senza impegni infrasettimanali, a parte la Coppa di Russia, sarà fin troppo facile per la compagine di Slutsky confermarsi come seconda forza del campionato. Occhio, comunque, anche alla Dinamo, che ha costruito una super squadra con Valbuena come perno e che si candida ad un posto in prima fila in Europa nei prossimi anni. Se arrivasse anche uno tra Podolski e Gignac, capirai quanto pericolosi possano diventare. Sul Krasnodar andrebbe scritto un libro: lodevole quanto fatto da Sergey Galitskiy in questi anni. L'anno prossimo apriranno un modernissimo stadio da 33 mila posti, mentre l'Accademia è stata definita da Capello la migliore che abbia mai visto. Dei 'Biky' (= Tori in russo), va apprezzata sopratutto la mentalità. Giocano un calcio molto propositivo e non strapagano i propri giocatori, li si vuole convincere solo con un progetto tanto stabile negli obiettivi quanto finanziariamente. Emblematico, in tal senso, l'acquisto di Granqvist, pagato poco nonostante fosse tra i migliori in Italia e ora è diventato pure capitano. Su Lokomotiv e Spartak, invece, meglio non pronunciarsi, bisognerebbe aprire dei lunghi capitoli a parte.

Capitolo Dinamo Mosca. I Poliziotti hanno condotto una campagna europea egregia fino ad oggi e in campionato viaggiano a ridosso del CSKA secondo. Sono loro la sorpresa di questa metà di stagione?

Sorpresa si, ma fino ad un certo punto. Da ormai un anno, la Dinamo ha iniziato a fare sul serio, comprando giocatori forti e dal sicuro rendimento. A breve, inoltre, anche loro apriranno uno stadio, quindi aspettiamoci molto. Valbuena è stata quasi la ciliegina sulla torta, visto che con lui sono arrivati giocatori come Buttner e Hubocan, entrambi fondamentali sin'ora. In Europa sono gli unici ad avere fatto 6 su 6 insieme al Real Madrid e ciò non può che dimostrare la bontà della rosa di Cherchesov. L'anno prossimo dovranno confermarsi per dare continuità al progetto e il doppio incontro con l'Anderlecht in Europa League fa proprio al caso loro, da come andrà a finire capiremo veramente il futuro di questa Dinamo.

A livello di gioco espresso, una menzione la merita senza dubbio il Krasnodar, club cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni. Può essere una nuova realtà stabile nell'elite del calcio russo?

Si. Galitskiy sta lavorando per costruire un top team genuino con giocatori attaccati alla maglia e alla città. Krasnodar, non a caso, si sta rilanciando come un'ottima città per fare sport. Un paio di anni fa il Kuban' arrivo anch'esso ai gironi di Europa League, ora il Krasnodar, mentre nel frattempo la squadra di basket (Lokomotiv Kuban') è diventata tra le più competitive in Europa. L'unico problema, per quanto riguarda l'FK, sarà il futuro dopo la morte di Galitskiy, che rimane ancora una totale incognita.

In fondo la classifica è cortissima, con ben cinque squadre in soli tre punti. Dal Rostov, ultimo, fino alla Torpedo rinfrancata dai risultati dell'ultimo periodo. Come vedi la corsa salvezza nella seconda parte di campionato?

Credo che sarà una lotta all'ultimo punto. Tolto l'Ufa, che sta facendo una super annata, ci sono ben cinque squadre che rischiano la retrocessione in Pervij Divizion. Tra queste salverei anche il Rostov, che in un anno è passato dalle stelle alle stalle (dalla vitoria in Kubok Rossii e conseguente qualificazione in Europa, alla lotta per non retrocedere): si sono assicurati l'ex allenatore del Rubin Berdyev e uno come lui credo che basterà da solo a risollevare l'ambiente. Ne rimangono così quattro e sarà un vero e proprio spareggio tra Urali e Oblast' (= regione in russo) di Mosca. Ural e Amkar hanno sulla carta le rose migliori, ma i problemi finanziari hanno pesato sul loro rendimento sin'ora. La Torpedo si è ripresa nell'ultimo periodo con il cambio delle guida tecnica: l'Arsenal, invece, pur avendo una rosa modesta composta prevalentemente da russi, può contare sull'appoggio di oltre 10.000 spettatori di media e dell'esperienza di Alenichev. Ora come ora, se dovessi azzardare un pronostico direi Amkar e Arsenal retrocesse, Torpedo e Ural ai play out. Non ci resterà che vedere, sperando per loro che l'imminente mercato invernale porti dei rinforzi. 

Passiamo ai singoli. Quali sono i giocatori che più ti hanno impressionato fino ad oggi? E chi, tra i più giovani, vedi tra i papabili ad avere un futuro importante?

Tra i top club, il duo Eremenko-Natkho ha rappresentato il perno del CSKA in questi mesi. Una coppia meravigliosa che sa intendersi a memoria, segna e fa segnare. Bene anche Corluka, a detto del sottoscritto e di molte voci autorevoli russe, il miglior difensore centrale in RPL. Valbuena si è adattato subito, mentre a Kazan' ha fatto molto bene Portnyagin, il quale potrebbe essere chiamato a breve da Capello. Sui giovani, rimanendo sempre nel Tatarstan, si è messo in mostra il terzino sinistro classe '93 Nabiullin, il quale è stato votato miglior giovane russo dell'anno. Da tener d'occhio anche Miranchuk della Loko, impegnato di più nelle ultime giornate, e Poloz del Rostov, una delle poche note positive in riva al Don. Tra i meno conosciuti, infine, si è messa in mostra anche l'ala della Torpedo Mirzov, classe '93, ha avuto molto fiducia e sta ripagando con dei più che buoni risultati. 

Un paio di considerazioni sulla nazionale sono d'obbligo. Che idea ti sei fatto della gestione Capello? Credi che abbia fatto il suo tempo o merita di guidare la Russia nel mondiale casalingo?

Capello, ne sono fermamente convinto, è tra gli allenatori più sopravvalutati che abbia mai visto. Ha sempre avuto a disposizione rose galattiche e in realtà un po' meno forti ha sempre sbagliato. Con lui, si sono messi si in mostra svariati giocatori, ma la cosa più terribile è che non ha dato uno straccio di gioco alla nazionale. In Brasile questo si è palesemente visto e da allora lo avrebbero dovuto licenziare. Purtroppo, la Federazione ha avuto l'intelligenza di rinnovare il suo contratto prima del Mondiale a cifre ignobili e ora Don Fabio giustamente rimane in attesa dei soldi. In definitiva, Capello se ne deve andare e la RFS deve assumere un allenatore russo che sappia come sia la mentalità russa, nonché sappia il russo, cosa fondamentale per parlare con i giocatori.

Si è parlato insistentemente della naturalizzazione di Ari, attaccante brasiliano del Krasnodar. Sarebbe un innesto importante o non sposterebbe gli equilibri come in molti pensano?

Ora come ora la naturalizzazione di Ari servirebbe alla Sbornaya. Kokorin lo considero più una seconda punta libera di girare intorno ad un centravanti più possente. Dzyuba si è perso allo Spartak, Portnyagin non è ancora stato provato, mentre Kerzhakov è già tanto come riserva. Ecco perché l'innesto del brasiliano potrebbe servire, specie dopo questa sua annata tanto positiva culminata a dicembre con il matrimonio con la sua ex fidanzata russa. Se, invece, andassi a considerare un aspetto più generale, sarei contrario alla naturalizzazione di Ari. La Russia è il paese più grande al mondo ed è inaccettabile che non si riesca a formare generazioni di talenti, capaci di ricambiare quelle vecchie. 

A livello tecnico, che momento sta vivendo la nazionale di Fabio Capello?

In questo momento la Russia sta vivendo una situazione di vera e propria crisi. Il pareggio con la Moldova e la sconfitta a Vienna non hanno fatto che peggiorare la situazione. Tanto per capirci, sotto Capello la Sbornaya nel 2014 ha vinto solo 1 (!!) incontro, a settembre contro il Liechtenstein. Sembra fin troppo palese che serve un cambio di direzione, capace di dare nuove motivazioni. 

Chiudiamo con una domanda che ti sarai sentito ripetere molte volte: cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo futuro del movimento calcistico russo?

Sicuramente un piccolo miglioramento ci sarà. Nel 2018 praticamente ogni squadra di RPL avrà uno stadio e questo è già un passo avanti. Poi toccherà ai vari enti vendere il prodotto. Se NTV, che ha i diritti della RPL, riuscirà a venderli in giro per il mondo, sarà un'altra ottima cosa. Se gli allenatori daranno fiducia ai giovani, evitando stranieri mediocri in campo, lo spettacolo ne beneficerà. Se finiranno gli scandali e ogni club lavorerà mediaticamente sia per diffondere il proprio brand che per riempire lo stadio, allora questo movimento arriverà davvero al culmine. Se, invece, gli stadi saranno ancora mezzi vuoti e a guardare la RPL non saranno in molti, allora saremmo punto e a capo. In questi anni la Russia, per quanto riguarda il calcio, sarà aspettata da un vero e proprio dentro o fuori: vedremo allora come risponderanno le istituzioni.


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